Saigo tira un D100 e fa 14
[Negozio del Sarto] Non vuole rivelare ogni cosa, non si fida più dell'istituzione che la ragazza rappresenta che non della donna in sè è per questo che non tutto viene disvelato, che solo alcune cose le vengono dette. Eppure nonostante abbia parlato abbastanza chiaramente, questo all'altra non basta, come se necessiti di avere più informazioni cercherebbe di prendersele con la forza. Ancora una volta la mente della Kokketsu cercherebbe di essere plagiata da uno dei membri di quel team di cui lei vorrebbe far parte, ma che a quanto pare non vuole includerla completamente. Fortunatamente per lei, anche questa volta il piano altrui non va a segno, ancora una volta le sue capacità la proteggono da un egoismo che non riesce a vedere. Però sente quelle parole, che in qualche modo vengono lette come una richiesta, associate poi al tremare della luce, del corpo della ragazza. Muove qualche passo in sua direzione, prendendosi delle libertà che fino a qualche settimana prima non si sarebbe mai concessa. Senza alcuna fretta ne violenza andrebbe ad allargare le braccia in direzione altrui, cingendo la Manami in un abbraccio che dovrebbe trasmettere vicinanza, al massimo comprensione, sicuramente non pena. << Mesi fa Nobu mi aveva detto che una buona pista sarebbe stata quella di indagare le fogne del distretto di Kiri. >> Parla in maniera pacata, dando informazioni forse più complete, che potrebbero in qualche modo calmare la mente altrui, desiderosa di notizie. << Purtroppo non ho potuto farlo immediatamente, ma sono andata a indagare con qualcuno, abbiamo trovato delle tracce di vita, come se qualcuno si stesse nascondendo la sotto. >> Queste informazioni le darà a Nobu stesso non appena riusciranno a vedersi, ma nel frattempo quella stretta permarrebbe, a meno che l'altra non abbia deciso di respingerla in qualche modo. << Ieri sera abbiamo provato a fare un'imboscata. Siamo riusciti a trovare due ragazzini dai quali abbiamo ottenuto queste informazioni. Sia della breccia, sia che erano loro a essere inseguiti sia del passaggio delle chimere. >> Insomma quelle informazioni che le ha dato, niente di più e niente di meno. << Come ti ho detto quella notte gli Anbu giravano per quelle strade, ricordo ancora il nome di uno di loro: Koga. >> Che altro può dirle, cosa può fare per farla smettere di tremare? << Si sono occupati sicuramente loro della bestia. Però non so che altro dirti... >> Non sa come poter placare quell'animo inquieto, perchè che l'altra lo nasconda o meno, ormai per la rossa è evidente che ci sia qualcosa che non vada. [Chakra ON] Ha sempre saputo come la ragazza fosse forte, non immaginava abbastanza forte da poter sfuggire al suo controllo ma così è stato, l’onda di chakra si dissolve nel nulla impossibilitata a colpirla, proprio come con il sarto. Non le resta che accettarlo ed arrabbiarsi ancora di più, quel fallimento non le va affatto giù ed è quando lei si avvicina per abbracciarla che il tutto esplode. A quel contatto cercherebbe di opporsi, spingendola via per non averci nulla a che fare, non importano gli intenti di Shizuka, non importa il perché lei ora non può semplicemente essere toccata e così mentre la stanchezza la colpisce d’improvviso, come troppo spesso succede ultimamente, mentre il parassita di cui ignora l’esistenza si potenzia lei sfinita cede e cercherebbe semplicemente di spingere via la Kokketsu. Il suo gesto però è privo di alcuna forza a causa di quella stanchezza improvvisa che l’ha presa e l’altra potrà rendersi conto di quanto sia vicina al diventare semplicemente cenere <LASCIAMI> la forza nella voce però è nuova, una determinazione che prima non possedeva, la voglia di vivere finalmente ritrovata anche se adesso si trova a lottare con un pugno di mosche in mano. Si scosterebbe una volta lasciata andando semplicemente a scandagliare un altro luogo, cercando il retro di quel negozio per vedere se almeno lì, in qualche registro contabile, potrà trovare delle informazioni. Con l’ausilio della torcia quindi si isola, ascoltando le informazioni che le vengono date ma lasciando che la spossatezza abbia la meglio, recependole ma non immagazzinandole davvero, la botta arriverà anche se non sa quando <cazzo di anbu> replica semplicemente, dopo quello scoppio d’ira, libera da ciò che l’ha tenuta in piedi fin ora <inutili, incapaci e si tengono pure le informazioni per loro soprattutto quando è in gioco la sicurezza!> la sua, non le importa molto di quella di Kiri, del villaggio stesso ma solo della sua, non conclude la frase ancora abbastanza presente da rendersi conto di non poter dire tutto, non a lei almeno. Sentir nominare Nobu poi le fa male, ultimamente lo sta evitando, sa che avrebbe bisogno di lei ma non ha le energie per affrontarlo, parlarci davvero dopo quello che ha vissuto, non può essere il suo bastone perché lei stessa non si regge più in piedi. Torna quindi a concentrarsi sulla ricerca. Istanti di tensione quelli che vive mentre gira, sposta, lancia foglia a terra e poi ritira semplicemente un calcio al primo mobile che trova <CAZZO> urla ancora lasciando che tutto si trasformi in rabbia, osserva i fogli a terra e calcia anche loro, tutto inutile non sta vedendo nulla che possa aiutarla[chk on] [Negozio del Sarto] Quell'abbraccio viene semplicemente respinto, in qualche modo questo la ferisce ben più di qualsiasi altra cosa. Forse ha sbagliato completamente tutto con quei due, per quanto provi ad avvicinarsi sembra che automaticamente lei venga cacciata via. Nobu che le rivela tutto quello che ha dentro per poi cercare di farle scordare ogni cosa. Saigo che la sposta quando cerca di darle una mano, di sorreggerla addirittura fisicamente. Ma che problemi ha la gente di Suna? Non troverà alcuna resistenza dalla nanerottola, che in fondo resterà lì dov'è, rifilandole una serie di informazioni delle quali potrebbe pure farne uso in fin dei conti. Eppure la rabbia che esprime è totale, anche nei confronti degli Anbu, cosa che la rossa associa alla rivalità fra poliziotti. << Quando io sono particolarmente arrabbiata mi faccio aiutare da mio padre. >> Ora che cavolo c'entra questo? << Lui è particolarmente resistente e quindi si fa malmenare da me solo perchè io mi sfoghi. >> Ah ecco il nesso. Le sta dicendo di menarla male per caso? Si interrompe un attimino andando a rivolgersi alla botola, aprendola e iniziando a scendere al piano di sotto, dove non sa bene se l'odore di sangue sia diminuito o meno dopo il passaggio degli addetti ai lavori. Eppure quegli occhi blu non dovrebbero più scorgere cadaveri, forse solo i tavoli sporchi. << Se hai bisogno di picchiare qualcosa posso offrirti un muro di sangue. >> Cercherebbe di arrivare in quel buco, guardandosi attorno, cercando scaffali, ripiani, nascondigli particolari in cui infilare rapporti, statistiche, dati, qualcosa che non sia stato portato via da chi è già passato. [Chakra ON] La ascolta ma ancora una volta è come se non avesse la forza di interessarsi davvero alla reazione altrui, estremamente egoista ma soprattutto debole e provata. Arranca anche lei verso la botola adesso, inizia a scendere le scale sapendo bene cosa aspettarsi, lei lì sotto in effetti non ci era arrivata mai, le era bastato scendere qualche scalino prima di spostare tutti ma ha visto cosa si cela in quel buco, lo ha visto nell’illusione altrui, in quella che lei credeva di manipolare su cui s’illudeva d’avere il controllo. Peccato. La segue quindi con la torcia puntata ina vanti <non mi serve sfogarmi> in realtà sì, le servirebbe davvero sfogarsi, picchiare qualcuno, qualche barbone, arrabbiarsi, urlare e combattere <mi serve solo sistemare le cose> ed è questa la verità, per quanto sfogarsi e parlare possa esserle utile la verità è che si è resa conto di essere appena all’inizio dell’inferno, così come pronuncia quelle parole all’inizio della scalinata prima di raggiungere il tugurio. Lei sa che l’aspetterà qualcosa di terribile, che la sua discesa è solo iniziata e già così la sta distruggendo, non ha la sicurezza di poter dire che ne uscirà viva, che sopravvivrà il suo obiettivo al momento è più che altro non far sopravvivere il suo demonio personale. <mi serve che le mura siano salde> sospira <mi serve che gli anbu comunichino e ci permettano di intervenire> il controllo, le serve il controllo sulla sua vita ma lo sta perdendo istante dopo istante, giorno dopo giorno, le sfugge dalle mani irrimediabilmente <mi serve che facciano il loro fottuto lavoro> sbotta prendendosela con loro perché di fatto sono gli unici contro cui possa rivolgere la sua rabbia al momento, contro chi potrebbe andare comunque? Contro quel misterioso tintinnio che tanto la tormenta? Contro la sua inspiegabile debolezza? Contro Noumu che non trova più?. Finite le scale ora si dedicherebbe al pavimento di quel luogo, alla ricerca di qualche foglio sfuggito alla shinsengumi, ad una qualsiasi informazione che possa aiutarla a trovare la pista per catturare quei trafficanti d’organi, anche con loro può prendersela. Concentrarsi sul lavoro, sulle missioni su persone fisiche e che può trovare e battere, sa perfettamente che è l’unica cosa in suo potere e si impegna affinché succeda[chk on] [Negozio del Sarto] A quanto pare le risulta facile mentire ad alta voce, o forse è semplicemente molto diversa dalla Kokketsu come comportamento. Anche se pare che in quel trio formatosi per caso una componente in comune di fondo ci sia: la rabbia. Ognuno con la propria forma, a occupare uno spazio ben preciso, ma tutti e tre i ragazzi di quella missione terribile hanno quello come tallone d'achille. << Perchè puoi farlo tu? >> Forse non era il caso di rispodnere in quel modo, però siccome la donna dagli occhi cremisi non ha molto tatto nei di lei confronti, non vede perchè debba in qualche modo farle il favore di trattarla con i guanti. E come se volesse in qualche modo rispondere a una domanda implicita inizia a elencare cosa le servirebbe, prendendosela con gli Anbu con chi dovrebbe consentire loro di intervenire in maniera più efficace. I passi la fanno giungere fin dove dovrebbe esserci quella specie di tavola di legno sulla quale quel bimbo mostro di nome Noumu era comparso, dove lei lo aveva bloccato, temendone la forza non ancora disvelata. << Se ci fossero sopravvissuti fuori dalle mura. Pensi che il consiglio li aiuterebbe a salvarsi? >> Domanda a lei, che fa parte dell'elitè scelta di quella forma di governo nuova che si è instaurata, non è difficile legare quella domanda al discorso dei superstiti inseguiti dalle chimere, in fondo sarebbe stato meglio aiutarli invece che farli entrare di straforo no? Quegli occhi blu andrebbero alla ricerca di qualche rimasuglio di carne su quella tavola, come se parti di quell'essere potessero essersi incastrate. << Senti ma per quale motivo stiamo cercando dove hanno già cercato altri? Non ha tutto in mano la Shinsengumi? >> Le sembra strano quello che stanno facendo, soprattutto il motivo per cui lei sia coinvolta. [Chakra ON] La rabbia colpisce ancora e a quella domanda si ferma ad osservare Shizuka, i suoi occhi cercano le fiamme e con esse vorrebbe incenerirla. Normalmente non risponderebbe, forse troverebbe un modo per cambiare argomento ma non riesce, non oggi e non in quel posto <almeno io ci provo> si limita a sputare fuori senza un minimo di delicatezza e di grazie tornando quindi a puntare il cellulare sul pavimento, deve esserci qualcosa, non possono aver ripulito tutto, infondo a loro non interessava il traffico d’organi, deve pur trovare qualcosa. Il suo telefono le permette di vedere dove cammina e di analizzare le varie macchie presenti in quel luogo, la melma è tutta lì. Il discorso comunque prosegue <e perché non dovrebbe> replica ancora una volta <ha accolto quei maledetti di undici anni fa, accoglie ancora chiunque bussi alle mura> replica <c’è da chiedersi perché gli stronzi che stavano fuori han deciso di aprire una breccia ed entrarci con le chimere semmai> insomma non ha parlato con nessuno lei ma tutto questo non ha senso, la voglia di conquista, il desiderio di ingrandirsi del governo può solo immaginarlo, fruttare dei poveretti disperati che vengono dall’esterno in che modo non andrebbe bene? Non trova un senso nei dubbi di Shizuka, in quelle sue affermazioni <e vedi di non sospettare del governo che di teste di cazzo ne abbiamo già troppe> senza mezzi termini, altra differenza dal suo solito atteggiamento, irritabile, poco paziente. Si ferma andando ora a puntare una di quelle casse rimaste, probabilmente perché ormai svuotata o priva di alcuna utilità <perché è altro che cerco, ci sono dei trafficanti d’organi e li voglio prendere> e quindi perché non iniziare da lì? Dove un uomo malvagio ricostruiva e torturava dei poveri ragazzini, l’idea che lui ci fosse in affari non riesce a togliersela dalla testa[chk on] [Negozio del Sarto] Sembra quasi un battibecco ormai quello che si è instaurato fra le due ragazze, il cui rapporto non si riesce granchè a definire. << Come ogni persona decente in questo mondo di idioti. >> Si perchè ognuno dovrebbe pensare a sistemare le cose e non a sfasciarle a renderele peggiori a uccidere o torturare senza un motivo, come quelli che se la prendono con i bambini. Non le importa che lei cerchi di incenerirla con lo sguardo, anche perchè di quello sguardo può solo sentire il calore alle spalle, dato che si sta concentrando su altro. Andrebbe a ispezionare se vi fosser oaltre porte alle quali accedere, come se vi fosse qualche passaggio segreto in qualche punto, utilizzabile per spostare materiale o meno. Picchietterenne in qualche modo sui muri, con una manina chiusa a pugno per capire se un qualche punto sembri più vuoto di altri. << Sembrava che quei ragazzini fossero convinti che non sarebbero stati accettati qui. Per quello te l'ho chiesto. E' sembrato assurdo anche a me come pensiero. Ma forse hai ragione tu. >> Non ripete quelle parole decisamente poco fini, con quelle parolacce che la rossa cerca di non usare praticamente mai, non facendo veramente parte del di lei vocabolario. Incredibile ma vero riceve una risposta a quella domanda, come se in qualche modo qualche informazione venisse passata anche dal suo lato. Finalmente andrebbe a girarsi verso l'altra, gli occhi blu confusi parzialmente e stupiti: << Scusa, parli di traffico di organi e non hai pensato di chiedere a me se riuscissi a scoprire qualcosa in ospedale? >> In effetti anche da quel lato del mondo forse si possono trarre notizie, capire se in qualche modo ci sia un aumento o una diminuzione delle richieste di trapianti in ospedale, che vorrebbe dire, maggior ingresso di organi da impiantare o di contro una minor richiesta di questo tipo di intervento, che significa che qualcuno lo stia facendo illegalmente. [Chakra ON] Ed eccola ora andare semplicemente ad aprire le casse, guardarci dentro e per sicurezza scattare delle foto al legno, sia all’interno che all’esterno, sia mai che fuori ci sia qualche incisione che le sfugge insomma. Avrà modo poi di riguardarsele e cercare di capirci qualcosa. La conversazione va avanti e scorre senza che lei se ne accorga, proprio come per il tempo. Si raddrizza infine quando anche quel lavoro viene reputato concluso, osserva Shizuka <Rasetsu è in missione con me, dovrebbe aver indagato lui all’ospedale> replica semplicemente <ci han detto che lì han già cercato ma gli anbu sono degli incapaci a quanto pare quindi non mi fido> aggiunge ancora una volta, non è odio viscerale è semplicemente più facile dare tutta la colpa dei suoi attuali problemi a loro, infondo mica può prendersela apertamente anche con i suoi superiori. Si stiracchia appena, stanca davvero, un bel sonno ristoratore potrebbe rimetterla a nuovo ma non ha la minima intenzione di addormentarsi, teme ciò che potrebbe accadere lontana dal mondo della veglia <andiamo non penso ci sia altro> e con queste parole si limiterebbe a risalire le scale, stanca ed in silenzio usando solo la torcia per orientarsi. Quando poi sarà giunta alla porta tirerà un singolo sospiro <non permetterò ad altre chimere d’entrare, Shizuka> sembra una solenne promessa la sua, infondo questo è il suo attuale scopo di vita, fermare il dio che è sempre più sicura non se ne sia mai andato davvero, lo vede, lo percepisce e forse lo ha sognato, forse quel tintinnio è il suo o di qualcuno da lui mandato per torturarla. Non aggiunge altro dopo quelle parole colorate da una sicurezza esagerata, la osserva qualche istante e poi si allontana, diretta probabilmente al quartiere notturno, pronta a sbronzarsi ancora una volta, pronta a ridursi nel peggiore degli stati per poi barcollare all’alba fino a casa e avere quel blackout di qualche ora prima di tornare in sede [chk on][end] [Negozio del Sarto] Ognuna cerca nel suo angolino di mondo, senza probabilmente trovare nulla di utile allo scopo, ma questo poco importa. Lei in quella sera si è pulita la coscienza in qualche modo, dicendole quello che poteva tornarle utile e per rassicurarla di non essere una pazza da legare. Pensava di farle un favore in qualche modo ma evidentemente come con Kore ha sbagliato qualcosa. E ora si è tolta un peso ma ne ha guadagnato un altro. << Ah beh, allora sei in una botte di ferro! >> Ironia palese esce da quelle labbra, consapevole di come quel tipo faccia qualcosa solamente quando gli torna comodo e forse quello è uno dei rari casi o forse no. Chissà se Dokuhiro pensava che fosse Saigo la assistente del rosso. La sente inveire di nuovo contro gli Anbu, sembra che ci sia una rivalità non da poco fra le due fazioni e la Kokketsu sembra propendere sempre di più verso il lato del vecchio mondo invece che del nuovo, semplicemente per una questione di miglior interazioni con coloro che vi fanno parte. E' l'altra a decretare la fine di quell'escursione, la seguirà verso l'esterno, sorpassando nuovamente quella linea gialla che mai avrebbero dovuto oltrepassare, ma lei questo non lo sa. << Nemmeno io Saigo. >> Non ha intenzione di far scomparire quel piccolo angolo di mondo pacifico, così come lo ha vissuto fino ad ora, Kagegakure è casa sua e nessuno la farà cadere. << Ah giusto... >> Andrebbe a togliersi lo zainetto, aprirlo per poi estrarre un contenitore di latta che allungherebbe in direzione altrui. << Sono dei mochi particolari. Sono fatti a mano e con gusti strani, come quello ai fiori di ciliegio ad esempio. >> Attenderebbe che lei prendesse quella scatola sperando che almeno sia in grado di fare quello. << Li fa la madre di un mio amico, quando li ho assaggiati ti ho pensata e ho avuto la sfacciataggine di chiedergliene qualcuno per un'amica. >> Insomma quella era stata più o meno l'idea che le era balenata in mente, perchè dire 'compagna di team' non avrebbe fatto lo stesso effetto. << Ci vediamo! >> Se lei non avesse preso quella scatolina l'avrebbe lasciata a terra quasi obbligandola a non lasciare quel dono alla mercè dei cani. Sarebbe la prima a darle le spalle diretta in direzione di Konoha, ancora una volta, ancora per poco probabilmente. [Chakra ON][//END]