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Caffè e libri

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con Sango, Shiroyuki

18:25 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] Fuori la strada è gremita di persone. Le nuvole vanno a coprire il cielo come un futon delicato mentre, tra i grattaceli immensi, vi è una piccola abitazione, piccola per modo di dire, in completo stile Ame antica. Tegole nere spioventi che vanno a coprire quel leggero portico rialzato in legno. Dentro l’abitazione si può notare un salone ben arredato e due camere da letto, una di Shiroyuki (Nella quale sta dormendo ancora Sango nel caso fosse tornata), ed una di Motoko. Alcuni attendenti che si prodigano invece ad aiutare il bianco hanno una dependance non poco lontano dalla casa principale. Il ragazzo si trova proprio in quel salone. Poggiato con il fondoschiena su uno di quei cuscini quadrati. Il gomito sinistro tocca il ligneo piano di quel tavolo basso, permettendo così, con il pugno chiuso, di sorreggere il viso dell’uomo, intento a leggere quello che è un libro. Addosso ha un kimono bianco come la neve, bianco come i suoi capelli, lasciati liberi di scendere fino a terra, decisamente più lunghi del normale, con solo una treccia laterale a toccargli la tempia. Il vecchio giradischi impregna l’aria di quel suono di Shamisen e Koto che aiuterebbero l’uomo a rilassarsi, mentre, con un leggero movimento del pollice , girerebbe una pagina di quel libro. Sulla destra, vicino ad una statua del Dio Pain vi è un altare cerimoniale con quell’incenso acceso e le offerte per i defunti. Due tavolette sono incise in quel piccolo tempio, gli ideogrammi di “Chihiro Kuronetsuki” e di “Ren” sono visibile in oro sopra quelle piccole lapidi nere. Motoko non c’è in quel momento, lasciata libera di girovagare per le strade del nuovo quartiere in cerca di curiosità e divertimento, sebbene sempre allerta come le ha insegnato il patrigno.

18:54 Sango:
 La testa gira lievemente, meno dei giorni passati mentre apre le iridi azzurre a quell'oscurità, il sonno è finito, ristoratore senza incubi per una notte, merito di ciò che ha preso? Probabile. E' di nuovo buio, è sempre buio in ciò che vede, eppure ci metterà diversi attimi per capire dove sia, in che casa sia..in che stanza. Solleva lentamente la schiena , i lunghi capelli che scivolano sulla schiena ammassati tra di loro, la lunghezza estrema non facilita le cose impigliandosi tra di loro e creando nodi estremamente difficili da togliere. Lo sguardo che vaga intorno a se, intorno a quel posto lasciato vuoto dall'uomo, lo stesso ove andrà a poggiare la mano per sentirlo freddo, chissà da quanto s'è alzato da li per lasciarla sola. Un brivido scende lungo la schiena, si annida li allo stomaco ripensando alla notte precedente, un misto tra imbarazzo e vergogna eppure si solleva da quel fuuton, come madre natura l'ha fatta, per trovar una veste da indossare al momento. Una semplice in lino, una chiara ma non completamente bianca per avvolgerne il corpo e restar celata alla vista di qualcun altro che non sia il bianco uomo. Passi che risuonano i propri, non più leggeri e lievi come un tempo, pesanti come il macigno che porta dentro e non più sulle proprie spalle, per spuntar come un fantasma nella stanza avvolta dalla semi oscurità del Seiun "ciao" un sussurro leggero, roco per via del sonno appena interrotto . Stringe le braccia sotto i seni abbondanti per guardarsi intorno, notando quelle piccole lapidi commemorative e perdendo un battito, no, non per Ren, ma per la sua compagna "è morta" sussurra senza muoversi da quella trave "mi dispiace tanto" lo sguardo che corre all'altro, tesa e dispiaciuta, un dolore sordo scivola in lei "perdona il mio egoismo, cambiare il proprio essere sembra impossibile" l'emblema dell'egoismo, proprio lei, eppure solo adesso proverebbe a metter un passo davanti l'altro per raggiungerlo . Tutto fatto con la dovuta calma.

19:25 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] Il rumore del Koto e dello Shamisen continuano ad inebriare la stanza mentre l’uomo andrebbe a sfogliare un altro paio di pagine. Rimane in silenzio anche quando il separatore in carta e legno si muove. Si volterebbe solo a quel saluto leggero, roco. Gli occhi celesti andrebbero ad osservarla andando a farle un delicato sorriso < Buongiorno anche a te.> direbbe il bianco con la sua voce ormai cresciuta. Ecco che si schiarirebbe la voce quando lei parla della madre. Chiuderebbe il libro poggiandolo delicatamente sul tavolo. < Si.> direbbe solamente alzandosi in piedi aiutandosi con il braccio sinsitro. Si muoverebbe verso una caffettiera fumante andando a versarne il contenuto in un bel bicchiere di ceramica prima di portarlo verso la donna. < E’ stata smembrata di una di quelle chimere.> direbbe solamente prima di mordersi il labbro inferiore < come piace a te.> usa il presente con la dona sebbene non sappia ancora i suoi nuovi gusti. < Spero tu abbia riposato bene. Ti ho fatto dormire di più, sembrava che ne avessi davvero bisogno> direbbe l’uomo cercando di essere il più confortevole possibile con la voce. Proverebbe a passare la sua mano delicatamente sul viso della donna, carezzandole i lineamenti sia con le dita che con lo sguardo < mi mancava vederti appena sveglia.> direbbe solamente prima di lasciarle lo spazio che desidera, o rimanendo vicino a lei se lei lo avesse voluto. Rimane in silenzio prima di guardarla < nell’armadio…c’è ancora il kimono rosso che ti regalai quel Natale…l’ho tenuto. > insomma, ha anche dei vestiti lei in quella casa come se non fosse mai sparita veramente. E’ questo quello che chiamano ricordo d’amore? Probabilmente.

19:54 Sango:
 Lo osserva muoversi in quella stanza a lei sconosciuta, lo stesso corpo è rigido pur cercando di mantener quella parvenza di relax post sonno. Inutile donar l'altro ulteriori pensieri, i segreti han sempre fatto parte della rossa e pure quelli verranno celati allo stesso uomo. Un vizio duro a morire, eppure non vi pensa, avanza di qualche passo anche lei eppur a quel dire andrà a fermarsi d'innanzi un bicchiere fumante di caffè , la mano sollevata a metà e sul viso il terrore e anche il disgusto per la facilità con cui viene pronunciata quella frase. Smembrata da una chimera, un pensiero che dona forma a quell'orrore < come puoi dirlo con tanta facilità? > un sussurro strozzato mentre la mano tremante s'abbassa con la tazza in mano, non riesce ancora a bere quel caldo liquido < si > le piace ancora il caffè? Si, nulla è cambiato di lei, congelata in quel momento della sua vita ove tutto è rimasto statico e impresso nel cristallo . Annuisce soltanto a quelle parole, senza davvero guardarlo ancora , respirando, calmando il battito nelle vene per tornar a quella falsa normalità che s'è creata. Un falso mito, una falsa vita, una falsa visione di quel mondo pur di non sopperire al nuovo mondo. S'avvicina lentamente all'altro, e solo li andrebbe a bere il liquido scuro e poco ambrato , d'un caffè forte e tostato che le ricorda i tempi ormai andati < avresti dovuto non attendermi Shiro > la voce che permane morbida, calda e bassa < avevo sperato che la tua vita sarebbe stata migliore della mia, diversa, felice. Senza più l'ombra del mio essere su questa terra > le iridi che adesso lo cercano, dolci e calde sebbene ferite in un certo senso < era il mio ultimo pensiero prima di aver accettato la morte. Che tu fossi felice senza di me, con qualcun altro , con un'altra donna che avrebbe amato te e la bambina allo stesso modo > stringe i denti in quel labbro inferiore < eppure mi hai attesa per dieci anni > dieci anni perduti dietro una morta, dietro un'anima scomparsa.. < grazie per averlo fatto > un sussurro dolce per sollevarsi e provar a donar l'altro un bacio dolce e delicato sulle morbide labbra , un bacio che s'ha d'amaro in troppi sensi.

20:22 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] Lo sguardo si fa più freddo, glaciale, come se stesse cercando di reprimere qualcosa. Si morderebbe la guancia interna, rimarrebbe in silenzio poi spostando lo sguardo < E’ quello che è successo, hai visto di peggio per scandalizzarti.> direbbe prima di fare un respiro profondo < ha fatto da esca per far scappare me e Motoko. Non sono riuscito neanche a riprendermi il corpo> Direbbe prima di mordersi il labbro inferiore. Ecco che la guarderebbe prima di fare un leggero sorriso < eri la mia unica speranza per rimanere sano di mente, l’idea di rivederti prima o poi mi mandava avanti> non era la stessa cosa per te Sango? Alla fine non siete tanto dissimili < Come potevo pensare a te morente? Sei la ninja più forte di tutti ricordi? Byakko della tigre bianca, amica e compagna della Regina> direbbe poi verso di lei < non potevo accettare l’idea di non vederti tornare, e perciò ho atteso.> ed annuirebbe. Sente quel bacio, misto di amaro di caffè che di amaro per la tristezza di aver perso dieci anni. Socchiude gli occhi provando a toccarle il viso in quel bacio, provando a godere di ogni minuto ora, come se fosse l’ultimo. Rimarrebbe in quella posizione il più possibile prima di osservare la donna < non potrei essere felice con un’altra donna all’infuori di te Sango.> direbbe solamente l’uomo dai capelli come la neve, argentei come la lama più brillante < Sei tornata, è questo l’importante.> almeno una persona cara, ce l’ha fatta a tornare. L’idea della madre perduta, della compagna sparita, non ce l’avrebbe mai fatta senza quel barlume di speranza e desiderio, quel sogno che fortunatamente si è avverato.

20:45 Sango:
 Si è tornata alla fine, dopo così tanto tempo eppure l'amaro è visibile nel suo essere che si sta spezzando lentamente < ho fatto di peggio > lo corregge con calma < eppure le volevo bene > seppur abbia fatto di peggio ha sempre utilizzato quel potere con chi detestava, veder un amato morire - ecco il suo tallone d'Achille, ciò che la fa inginocchiare, ciò che la porta a piegarsi davvero di fronte a quella vita . Ode quelle parole che sanno di miele, dolce a lenir le pene che porta eppure tace ancora per diversi attimi, perfino dopo quel bacio che l'altro ricambia. Vi si nasconde dentro, vi affonda per dimenticar tutto quanto ma deve dirlo, deve pronunciar il proprio terrore adesso < non sono più in grado di richiamare il mio chakra > ammette quella debolezza, la stessa che la porta ancora a nascondersi per le vie di Ame e di tutti quei villaggi che ancor non vuol conoscere. Sarebbe troppo per adesso, sarebbe troppo debole anche < non riesco nemmeno a richiamare le tigri > lo ammette scivolando anche lei verso quel tatami, li ove l'altro s'era seduto a leggere per posar la tazza li sopra < non ho il controllo sulla natura, non riesco nemmeno a sentirla > ha perduto tutto, perfino il proprio chakra, debole come non mai, nemmeno rimembra quanto è rimasta in quel modo, senza forza, senza poter combattere ma adesso che senso avrebbe combattere? Per cosa? Per chi? Non trovare la via la immerge nel proprio essere con rabbia e delusione < non sono riuscita in niente. Ho perduto tutto quanto, e tutto ciò che ho fatto, tutti quelli che ho tradito e ucciso, sono morti per un sogno che non s'avvererà mai > sospira quelle parole, non prova rabbia, non ne ha le forze, ma solo quel sentimento di nulla e di inutilità < che senso ha avuto la mia vita allora fino ad adesso? > nessun senso, e li porta il viso a lui, di nuovo, con quella sorta di dolore interiore che la opprime < so che c'è a Konoha un archivio, voglio andare per leggervi cosa è accaduto in questi decennio.. e ho visto anche delle cose che si illuminano in mano alla gente > si, non sa nulla in pratica di tutto quel nuovo mondo, ne della tecnologia, spaesata ed impaurita da ciò che non conosce.

21:16 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] La testa che si abbassa prima di fare un respiro profondo < Le volevo bene, anche se non lo dimostravo> direbbe l’uomo prima di fare un respiro profondo < ma è qui.> e gli occhi azzurro cielo si muoverebbero verso la piccola lapide nera con i kanji dorati < è sempre qui a vegliare su di noi.> direbbe prima di guardare la donna e ridacchiare < Sai, prima che morisse ti ha chiamata Nuora. “Se trovi mia nuora, dille che è stato un piacere essere stata sua informatrice”> uno sbuffo di risata amara prima di fare un cenno di diniego con la testa < irriverente fino alla fine.> si schiarirebbe la gola prima di sentire i problemi di Sango, quel suo blocco, quel suo sigillo. Si morderebbe il labbro inferiore prima di andare a provare a prendere le sue spalle dolcemente < Sango…> cercherebbe di tirare su il suo spirito, come se potesse infondere la sua energia in lei < Troveremo il tuo chakra, troveremo le tue tigri, tornerai quella di prima.> umetta le labbra prima di mostrare un leggero sorriso < ti allenerai con me… e faremo tutto il possibile per riacquisire il tuo potere perduto.> non si chiede come mai l’abbia perso, è già un miracolo che sia riuscita a tornare, farsi troppe domande creerebbe solo dei dubbi devastanti. < Lo so..> direbbe a quel sospiro < non posso dire che ti capisco, non ho provato così tanto in un sogno come te.> direbbe solamente prima di andare ad abbracciarla dopo che ha lasciato il caffè < Ma hai me, e già questo è meglio di niente.> direbbe poi cercando di sussurrarlo al suo orecchio < Ti porterò lì, lavoro come archivista, posso farti entrare con me.> conclude poi cercando di essere d’aiuto nel suo piccolo prima di sorridere a qualcosa di egoistico < scusa se sorrido, ma l’idea di essere io finalmente quello che può proteggerti mi fa sentire contento> contento, che parola strana detto dal ghiaccio che adesso si trova ad abbracciare quella fiamma sopita di Byakko. Ridacchia prima di chinare la testa di lato < oh quello. Ne avrai uno anche tu, te lo regalerò io. E’ molto utile.> un attimo di pausa andando a carezzare la sua schiena < ti insegnerò io come usarlo> ovviamente non come quei fanatici di tecnologia, per le funzioni base basta ed avanza.

21:32 Sango:
 Ode quelle parole, eppur se siano di conforto o meno non andrà a dirlo, tutto pur di non cedere al dolore, quello sordo che si infila dentro le vene e sotto la pelle, che la trascina via verso le tenebre < capisco > un sussurro per andare avanti, per non pensare davvero e potersi alienare davvero da quel mondo . Il tocco che seppur dolce la fa tremar lievemente, un sussulto che la abita ma non si distacca < non so se voglio esser ciò che ero prima. Portavo sangue e morte per il mondo.. e> le mani che salgono alla testa per reggerla < non posso continuare ad uccidere senza un sogno, senza qualcosa > forse potrà infine lasciarsi andare a qualcosa che non pregni la mera uccisione < ognuna di quelle vite sta pressando sulla mia, coloro che sono morti per il mio sogno.. sono morti per nulla > la verità è amara, lame che impregnano la lingua mentre la tortura con forza < ma voglio parlare ancora con le tigri, non mi hanno dimenticata e il nostro contratto non è ancora scisso , so che sono ancora la fuori > le mani scivolano verso terra di nuovo, sentono il legno sotto le dita e poi le sue braccia a consolarla < voglio andare da sola se non è un problema, o non mi abituerò mai a questo nuovo mondo > dovrà muovere quei passi con le proprie di forze, senza esser davvero un peso, ma lo sente, sa di esserlo anche per l'altro e li sorride davvero, per una singola volta < ero io quella che ti proteggeva un tempo e mi dava un vago senso di .. gioia nel farlo > lo sbuffo scivola da quelle morbide labbra eppure si lascia andare a quelle braccia, rimembrando i tempi in cui desiderava forse esser solo protetta da qualcun altro - eppure mai è stato così, sempre la più forte, la colonna che non sarebbe mai caduta nemmeno quando il vacillare delle proprie azioni era terribile come un terremoto. Ma adesso lo è, debole, insignificante eppure può provar quel malsano piacere nell'esserlo < non so cosa sia ma mi è stato mostrato quando sono uscita dalla terra > e li un sospiro grave la fa voltare < devo raccontarti ciò che accadde quel giorno, ma voglio sapere cosa è accaduto a te in questi dieci anni >

22:59 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] Lo sguardo celeste che fissano la chioma rossa davanti a se. Vede la sua crisi, a sua mancanza di motivazione e non fa altro che mordersi il labbro inferiore < Allora sarai quello che vorrai essere d’ora in poi.> concluderebbe andando a fissarla < qualsiasi cosa vorrai.> cercando di lasciarle tutta la libertà del mondo. Ecco che lei parla delle sue tigri e non fa a meno di guardare fuori dalla finestra dove ha iniziato anche a piovere, sembra quasi uno scherzo di qualche kami a quanto pare <e ci parlerai, e le ritroverai.> direbbe poi sorridendo < un legame come il vostro non si dissolve in dieci anni, anche lei starà pensando a te.> direbbe l’ormai uomo andando a fare un respiro profondo. Lei vuole andare da sola e lui non fa altro che sbuffare bonariamente < su questo non sei cambiata di una virgola, va bene, ci andrai da sola.> direbbe solamente prima di ridacchiare alle sue ultime parole < la stessa gioia che provo ora io Sango.> le farebbe intuire in quei gesti, in quelle dimostrazioni d’affetto che le sta donando ogni minuto < serve per parlare con le persone lontane come se fossero davanti a te.> spiega in modo spicciolo il ragazzo prima di fare un sorriso delicato. Fa un lungo sospiro annuendo < Allora sediamoci. Prima bevi il tuo caffè e rilassati un attimo e poi parleremo.> direbbe solamente cercando di sedersi in modo da averla accanto a lui < Io, dopo la distruzione di Oto… ho preso Motoko e sono scappato. Ho viaggiato, proteggendo la bambina da quelle bestie e briganti. Ed alla fine sono arrivato qui, dove ho trovato un posto ove farla crescere tranquilla, se così possiamo dire.> spiega intanto mentre attende ella ed il suo caffè fumante. Rimane in silenzio osservandola, poggiando le braccia sul legno del tavolo basso ed andando a muovere le dita su di esse tamburellando.

23:18 Sango:
 L'altro ha ragione, non è cambiata in nulla in quel tempo, sebbene si senta debole e alquanto indifesa , priva di quella forza che un tempo l'abitava e la rese la tigre bianca. Non vi è nulla se non l'ombra di un passato pressante e presente, che la stringe con le sue mani senza lasciarla andare < spero non sia successo nulla > la speranza che le stringe la gola, cosa avrebbero detto quelle amate al suo ritorno? Di averle abbandonate infine? Si, l'ha fatto, le ha abbandonate seppur senza desiderarlo davvero < non posso incontrarle in questo stato, bellezza e potenza non m'appartengono più > sospira portando anche lei lo sguardo su quella pioggia e il senso di nostalgia che si acuisce eppure l'ammorbidisce a proprio modo. La culla nella tenera terra dell'acqua , un lontano canto che si ripercuote in quelle mura, d'un passato di dolore e amore che la spinge a rimanere li, ad ancorarsi infine a ciò che ha sempre voluto per se < non comprendo come non riesca ad utilizzare il mio pieno potere > le labbra che torturano quello inferiore senza rendersene conto < dovevo proteggervi io, e non sono stata nemmeno in grado di proteggere me stessa.. nemmeno l'ho voluto > e quella scelta, quella decisione la rende la peggiore. Come fa a stare li, seduta in quella casa non propria, a continuar a rovinar la vita di due che sono cresciuti? Finirà per rovinarli un'ennesima volta, finirà per esser lei l'ancora a distrugger tutto. Ode il suo piccolo racconto, senza immaginar davvero cosa significhi star 10 anni senza casa, senza nulla, senza futuro proteggendo chi ami . Eppure lo sa. Lei ha vissuto quel cammino quando Ame venne distrutta, quando voltò le spalle all'alleanza, tutto ciò è parte del proprio passato e in ogni attimo ha combattuto per vivere < cosa significa come se fossero davanti a te? > non comprende quel suo dire, confusa da ciò che potrebbe significare. < l'ultimo giorno ero a Shukosato, io e il re delle tigri avevamo preso il loro pieno controllo. Nessuno passava se non alleato, tutti morivano > si, la sensazione è ancora li sotto pelle, furore e orgoglio< abbattei l'evocazione di Yukio eppure dopo che i pierrot vennero per me qualcosa è accaduto > il ricordo che si confonde, si fa sfocato < qualcosa ha iniziato ad inglobarmi, come un.. cristallo > geme a quel ricordo, a come desiderasse davvero morire infine < e poi la terra.. non c'è altro > il nulla eterno.

23:54 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] Fa un respiro profondo < lo spero anche io> direbbe, non avendo avuto contatto con loro ovviamente. Rimane in silenzio andando a gonfiare una guancia, come a riflettere su qualcosa < bellezza ne hai…> direbbe in un sussurro prima di andare a spostare il libro da quella posizione ed intrecciando le proprie dita tra di loro facendo girare i pollici < devi solo ritrovare la potenza.> concluderebbe quel discorso prima di fare un sospiro e tornare a guardarla < magari è il prezzo per essere tornata.> ipotizzerebbe l’uomo alzando la spalla. Non risponde subito a quelle parole e cercherebbe di voltarsi verso di lei ora, dandole il pieno frontale < Sango, ora fustigarsi per questa cosa non ti fa bene, non aiuta.> le direbbe cercando di smuoverla < il passato è passato ormai.> china la testa di lato andando a chiudere gli occhi per un attimo. Ridacchierebbe a quella domanda andando a guardarla < immagina, tu sei ad Oto> ora cerca di spiegarglielo < ed io sono a Suna> due posti molto lontani tra di loro < tu digiti dei numeri, il mio brilla e ti rispondo, e tu mi ascolteresti in tempo reale, anche se siamo a giorni, settimane di distanza, come se fossimo nello stesso luogo.> conclude infine prima di ascoltare la sua storia. Ecco che annuirebbe prima di guardare la ragazza < questo cristallo….magari ti ha tenuta in una sorta di limbo, di stasi.> prova a pensare il giovane prima di mordersi il labbro inferiore < è per questo che per te non sono passati questi dieci anni> un momento di pausa < o forse proprio il tuo potere ti ha protetta.> magari. Shiro la ritiene la kunoichi più forte di tutti, quindi è facile per lui pensare che è stata proprio quella sua potenza a salvarla < qui invece ci siamo uniti per cercare di sopravvivere, e ci siamo riusciti anche abbastanza bene…> un cenno di diniego con la testa < certo, l’esterno è ancora pericoloso ma, ce la stiamo facendo a ricostruire tutto.> conclude prima di guardarla e cercare di prendere la sua mano per stringerla. La osserverebbe infine, mostrandole un leggero sorriso prima di provare ad avvicinare la mano di lei alle sue labbra per baciarla in modo delicato e dolce, come per sentire la sua pelle ancora una volta, il suo profumo, il suo calore.

00:34 Sango:
 < oh solo perchè tu sei di parte e adesso sei più grande di me > il calcolo è rapido e facile da compiere, rimembra la sua età di dieci anni prima, basta solo aggiungervi un numero in più. Sebbene rimembri il piacere di esser lei stessa la più grande, di esser colei che potesse muovere i fili del suo essere, si ritrova ad esser anche ..felice? No, non l'esatta parola ma vi si avvicina per descriver quella sensazione che s'annida nello stomaco - quella di potersi lasciar andare davvero, non ha obblighi, non ha posizione, ne forza, nulla in più di qualsiasi altra donna e può godersi quella semi normalità, facendo finta che nulla vi sia ad avvelenarla , che non vi sia dolore ma solo quella sensazione, in una casa senza tempo e senza loco, solo li per lui. < e se non desiderassi riprenderla? > sospira a quella possibilità, il mondo le si è aperto davanti gli occhi, adesso può tutto , può scegliere eppure quell'estremità la terrorizza e la blocca, non vuole sceglier, vuole solo dormire < il passato.. sai che mi sono sempre stretta ad esso per andare avanti > lo fece ai tempi che furono per riportare alla vita la memoria di Konan, e adesso sta solo difendendo la propria memoria, lasciandosi permeare da quel senso di vago ricordo che la permea < sarebbe come i nostri trasmettitori > beh la cosa ha senso, quelli permettevano con l'utilizzo del chakra di comunicare a grandi distanze con altri, eppure avevano un limite massimo raggiungibile < oh li hanno migliorati dunque > quanta ingenuità ,vero? Si molta pure, eppure non farà altro che ignorare quel nuovo cosa, scatola, o come la si voglia chiamare per pensare ad altro < non ne ho idea, non so di nessun altro che sia uscito da li, tranne Rasetsu, lui è sempre uguale > e anche senza risposte data la sua perenne stasi nella droga eterna, non può fidarsi delle sue parole insomma < vi è ancora un kage? > eppure non vuole andare li, non vuole parare a quello semplicemente < ho paura anche per il clan, dovrò incontrarla ancora se c'è ancora Kimamura a capo di esso > un pensiero poco incoraggiante, eppure le serve tornare, deve capire cosa sia accaduto in quel tempo, in quei dieci anni prima che lei tornasse < fuori com'è? > un lieve brillio scivola dentro gli occhi, forse una punta di speranza quando quelle mura paiono starle troppo strette, delle mura che vengono dimenticate per quel bacio, inalando il suo respiro, assaporando le sue stesse labbra con dolcezza e venendone rapita di nuovo.

00:52 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] Andrebbe a guardarla sbuffando lentamente una risata. Andrebbe ad alzare la mano libera avvicinando l’indice ed il pollice ma senza farli toccare < un pochino…> direbbe prima di farle un leggero occhiolino < e poi si, per me sei e resterai sempre la donna più bella di tutte..> ricordando quel discorso fatto davanti ad un camino… A quel suo timore, a quella sua possibilità lui non farebbe altro che annuire < certo, sei libera di farlo> direbbe solamente senza nessuna flessione nella voce, completamente tranquillo. < si lo so…> e gli occhi andrebbero ad osservare la Lapide di Ren. Storcerebbe un attimo il naso prima di toccare argomenti ancora più leggeri < più o meno, ma ci puoi fare tante altre cose.> direbbe solamente l’uomo prima di annuire. Inarca un sopracciglio andando a fare un respiro profondo < Rasetsu?> non sa chi sia, e sinceramente non sa perché anche lui sia rimasto giovane come dieci anni fa. A quella domanda una risposta affermativa < si, ogni settore che rappresenta un villaggio ne ha uno.> si umetta le labbra. Quando è arrivata la domanda sul clan ishiba ecco che lui si schiarirebbe la gola. < Kimamura…è caduto in servizio.> direbbe solamente andando a fare un respiro profondo < ora vi è un ragazzo più o meno della mia età, si chiama Akihiro Ishiba.> le spiega prima di socchiudere gli occhi. Rimane in silenzio per un attimo prima di guardarla < Fuori…> e gli occhi andrebbero verso la finestra < fuori la natura ha preso il controllo, creature del Falso dio ancora scorrazzano libere e vi sono anche altri piccoli insediamenti.> spiega prima di sentire quel respiro, sentire il suo calore. Terrebbe ancora la sua mano nella propria prima di chinare la testa di lato < Vuoi incontrare il capoclan?> le chiede infine prima di mordersi il labbro inferiore, non si era fatto una bella nomea per il suo carattere < nel dubbio, fai attenzione alle tue parole…e soprattutto alle sue> conclude dandole quel consiglio prima di iniziare a carezzare il dorso di quell’estremità continuando a guardarla.

01:09 Sango:
 Si scioglie nelle sue vicinanze, semplicemente un sospiro per calmarsi e per provar a resistere, dopotutto quanto potrà esser malvagio quel nuovo mondo? Troppo o troppo poco? Lo avrebbe scoperto prima o poi sulla propria pelle, come sempre dopotutto < Rasetsu Kokketsu, cugino di Yukio > un mormorio basso, d'un nome senza tempo ma con un grande potere < è stato mio.. compagno per qualche tempo a Oto. Abbiamo combattuto insieme alle prigioni > cerca di sorvolare sull'unico attimo in cui è stato qualcosa di più, un errore alla quale non vuole pensare. Un rossore che si spande ma che svanisce col tempo, per donarle di nuovo quel delicato colore che si tinge di nuovo d'un rosso vivo e violento < oh qualche volta sento delle buone notizie > sorride alla semi oscurità, la soddisfazione che sfiora il viso della donna contorcendolo . Ne gusta il sapore, finalmente quella donna è caduta < non era adatta, debole > non avrà più nulla da dirle, eppure in effetti qualcosa la attrae, chi avrà preso le redini di quel clan ? Chi sarà stato in grado di farlo sopravvivere? < Akihiro Ishiba, credo di rimembrare quel nome > un nome che un tempo non le diceva nulla, troppo giovane quel ragazzo pur d'esser riconosciuto , eppure un nome sentito. < non sarà un problema, specialmente con un ragazzo > avvezza a quelle storie di "corte" nella quale s'è sempre invischiata < e poi gli uomini son facili da abbindolare quando lo si desidera > si volta donandogli lei stessa un occhiolino, ovvio cosa stia provando a fare, quel sentimento di gelosia che lo impregna lo sente fin da li , e giocarci ha un che di sensuale a suo modo, un divertimento che non si nega in effetti < andrò domani ad incontrarlo, è il momento che sappia che sono tornata. Sebbene voglio capire se merita di stare a quel posto > e di non doversene occupare di nuovo lei < e vediamo se è anche abbastanza bello da poter essere considerato un vero capo clan > e solo con quel dire, e con un sorriso da stronza sulle labbra, scivolerebbe via verso l'altra stanza, sicura che verrà seguita. [end]

01:21 Shiroyuki:
  [Salone Shiro] Rimane in silenzio andando a sentire quel nome, un cenno di diniego con la testa. Yukio, anche lui abbastanza famoso. …Un brivido quando sente la parola compagno, ma si rilassa sentendo che hanno solo combattuto insieme. Inarca un sopracciglio quando sente quelle parole a proposito della ex capoclan. Sapeva del suo astio e di come avesse provato più volte a spodestarla anche con l’aiuto di Shiro stesso, cosa poi che non è servita. China la testa di lato stringendole un pochino la mano ma senza farle male. Rimane interdetto a quelle parole < ah si? Gli uomini si fanno abbindolare quando lo si desidera?> direbbe in modo ironico e sarcastico prima di socchiudere gli occhi. Farebbe un respiro profondo aprendoli verso di lei < e dimmi, tra di noi, chi ha abbindolato chi?> cercando quindi di sfotterla in modo dolce, mostrando quel sorriso delicato ma marcato dall’età ora superiore a quello della donna. Sentirebbe le altre parole di lei non riuscendo a trattenere una nota di fastidio sul volto < ma se invece ci vai tra un mese o due?> Ora non è più convinto di mandarla, ma certamente non la obbligherebbe a rimanere. < Se proverà ad allungare le mani, non importa che è un capoclan…lo friggerò> direbbe solamente andando ad usare un tono basso, serio in quel contesto. Ma è lei, col suo fare da stronza a farlo alzare subito in piedi, la vede sorridere prima di andare nell’altra stanza. Ecco che si guarderebbe intorno non sentendo il rientro di Motoko in casa. Un respiro profondo andando a finire il suo caffè prima di muoversi verso l’altra stanza, a farle ricordare chi è il suo unico uomo, ancora ed ancora. [End]

Sango dopo una nottata finalmente senza incubi si incontra con Shiroyuki e, tra timori e paure, ottiene informazioni sul Kage, sul mondo fuori dalle mura ed il nuovo capoclan Ishiba, decidendo quindi di incontrarlo il giorno seguente.