Buongiorno, stellina (seconda parte). Questa volta, tocca a Mattyse, alias Hebi all'interno delle Forze Speciali. Come se dovesse essere reclutato per la prima volta, è stato "catturato" nella sua dimora. Legato con delle corde per evitare che possa muovere le braccia, ha anche delle bellissime manette d'acciaio attorno ai polsi. Sono delle manette particolari, in quanto, qualora tenti di adoperare il Chakra, potrà avvertire una resistenza, una sorta di barriera, come se non riuscisse più ad attivarlo. E' facile fare due più due. Per farlo, deve dapprima svegliarsi e comprendere dove si trovi in questo momento. Per l'occasione, ha scelto una stanza differente dalle solite celle sporche e putride. Quando aprirà gli occhi, quel che noterà è la presenza d'una scrivania in legno, apparentemente anche piuttosto pesante e rigida. La porta è chiusa a chiave, anche se è difficile per lui alzarsi e controllare che lo sia. Potrà intuirlo dal "click" della chiave che gira nella toppa mentre i suoi occhi si stanno aprendo. Contro di essa, v'è Boryoku in piedi. I lunghi capelli bianchi scendono sulle spalle e dietro la schiena, con due trecce ai lati del capo che scompaiono anch'esse lungo gli stessi punti. Indossa un paio di pantaloni neri attillati, sandali ninja con schinieri scuri, t-shirt a mezza manica grigia e pettorina militare attorno all'addome. Le braccia toniche sono lasciate libere, col simbolo della corporazione tatuato sul braccio destrorso. La maschera è posta sul viso, ritraente un lupo con le orecchie alzate, avente il simbolo del Villaggio della Foglia posto ad altezza della fronte. Lascia cadere la cappa al suolo, al proprio fianco destro mentre s'appropinqua ad avvicinarsi al bianco. E' seduto a terra con la schiena poggiata contro uno degli armadi presenti, sotto una luce biancastra che inizialmente potrebbe anche dargli fastidio. Fortuna vuole che ci pensi Boryoku a frapporsi tra l'uno e l'altra, allungando la mano in direzione della guancia altrui per tirargliela con forza. Va da sé che il pollice finisca sul bordo del volto, iniziando a tirare col resto delle dita. La maschera non viene rimossa per nessuna ragione al mondo. L'altro braccio è flesso, col gomito sporto in fuori e la mano poggiata sul fianco corrispondente. Non ha nessun'arma con sé, neanche le tasche porta oggetti o porta kunai che solitamente porterebbe dietro. "Svegliati, moccioso". Ha un soprannome per ognuno di loro, pensa un po'. Dopo principessa e stellina, poi, questo non è neppure il peggiore. [ Ambient - Riunione (1) | CHIUSA ]
Stizzita dalla risposta che ottiene in seguito allo strizzar della guancia, gliela ritira un'ultima volta senza metterci neanche troppa forza. Lo lascerebbe andare subito dopo, restandogli frontale e guardandolo dall'alto. "Non lo metto in dubbio, ma non è il momento di scherzare", mormora alla di lui volta. Il tempo per scherzare, prendersi in giro e ridere è ormai cessato, è giunto al termine. Se ha fatto sì che fosse portato in quell'ufficio con la forza, può stare a significare soltanto due cose: vuole stuprarlo (e potremmo dire che non è così, anche se c'è parecchio feeling tra i due; non si tratta di Saneatsu, quindi niente da fare) oppure vuole cancellargli la memoria e cacciarlo dagli Anbu per chissà quale motivo. Qualunque sia la ragione, bisogna però starla ad ascoltare se si vuole avere una speranza di sopravvivere. Prende una sedia dalla scrivania, ponendo lo schienale verso l'altrui figura cosicché possa sedercisi e poggiarvi il busto, incrociando al di sopra di quest'ultimo ambo le braccia. Messasi comoda, può finalmente riprendere il discorso che ha poc'anzi iniziato. La giusta suspense c'è. "Quindi, vuoi parlarmi di qualcosa in particolare o inizio io, Hebi?", la domanda lascia parecchi altri quesiti per il modo in cui è posta. Cos'ha combinato? Cos'ha scoperto il Generale? E cosa gli farà in virtù di questo? Al tempo stesso, le bugie hanno le gambe corte, quindi qualunque altra stronzata possa aver raccontato all'interno del Quartier Generale Anbu potrebbe segnare la svolta a questa discussione. "O dovrei chiamarti Al Miaeda?", non è possibile notarla per ovvi motivi, ma l'espressione sotto la maschera farebbe sbiancare anche i Luogotenenti. [ Ambient - Riunione (1) | CHIUSA ]
<Arroganza> Pronuncia alla di lui volta, sollevando un indice coperto solo per metà dal guanto, con tanto d'unghia nera più simile ad un artiglio in lunghezza. <il primo passo verso la sconfitta.> Gli occhi, dietro la maschera, sono assottigliati e le pupille puntate direttamente sul volto di Hebi, infastidita e senza dubbio poco desiderosa di scherzare, come gli ha anticipato poc'anzi. <Ed ecco il secondo, presunzione.> Prosegue nel fargli strada verso il declino, annoverandolo circa gli atteggiamenti che sarebbe consono non tenere, non di fronte a qualcuno che è in grado di farti del male e che ricopre un ruolo importante. <No, tesoro> Inizia il suo discorso ai di lui danni, chinandosi appena innanzi e allungando la dritta alla di lui volta. La mano si pone sotto il mento di Hebi, utilizzando indice, medio e pollice per serrarli contro la sua mascella e le guance. Non vuole fargli troppo male, ma la pressione si farà senza dubbio sentire sulle ossa. <non è stato sotto suggerimento dell'Hokage. Le ho chiesto di non rivelarmi il nome di questo traditore o terrorista, come ami definirti. Eravamo sulle tue tracce, ricordi? Quando hai fatto saltare in aria il volto dell'Ottavo, ti sei lasciato dietro una serie di tracce.> La tecnica della moltiplicazione lignea sbagliata, la caduta dal Monte dei Volti con la quale ha rischiato di farsi veramente del male. Crede che non abbiano calcolato i danni che si sarebbe potuto arrecare con una caduta simile, pur utilizzando il rilascio del chakra? Tenendo conto della possibilità di mancata attivazione o d'eccesso di zelo, nessuno gli avrebbe potuto togliere un fastidioso e controproducente fermo dovuto ad una ferita. E, qualora il rilascio fosse andato a buon fine, perché cercare di depistarli con una tecnica? Hanno tenuto conto di ogni possibile dettaglio, partendo dalle carte bomba usate, dalla possibilità d'esser visto da qualcuno durante la loro affissione che esulassero da Eryk Doku. <Non so perché la prima volta tu fossi stato così accorto, forse perché ti hanno davvero aiutato e non hai fatto tutto da solo. Quindi, far ricadere la colpa su qualcun altro, per di più aiutato da Itsuki Goryo, per te è stato meno complicato.> Lo sta sminuendo, analizzando attentamente la situazione come farebbe con qualunque altro caso, mettendogli in faccia la realtà dei fatti per come è riuscita a comprenderla lei. <Nelle segrete, avrei potuto approfondire la lettura della tua memoria, ma mi sono fermata al tuo primo punto debole: Mekura Hyuuga. E credo, come anche tu potrai confermare senza indugio, che sia stato sufficiente per metterti alle strette.> Gli lascia andare la faccia, anche perché risulta essere comunque immobile ed impossibilitato a fare qualunque altra mossa. <Ciò che voglio toglierti dalla faccia, Hebi, è quel tuo sorriso saccente. Credi di saperne una più del diavolo soltanto perché non sei mai stato vicino alla morte e non hai ancora paura delle conseguenze. La vera domanda che mi pongo è come tu abbia fatto a convincere la Judai a darti un ruolo simile.> Scuote la testa e ride a sua volta. <Sia chiaro, bisogna avere qualche rotella spostata od essere caduti da bambini per fare ciò che hai fatto e poi sputtanarti da solo all'Hokage, eh.> Ridacchia ancora, restando ben seduta e piantata sulla sedia mentre ce l'ha frontale. <E se ti cacciassi?> Gliela lascia lì, come quesito irrisolto, come equazione da risolvere. [ Ambient - Riunione (1) | CHIUSA ]
Lui, un ragazzino di appena diciott'anni, che cerca di confrontarsi con il Generale. Fintantoché si fermasse a questo, andrebbe tutto bene. Al contrario, vuole valicare le teorie stesse della donna con la sua solita supponenza ed arroganza. <Apparenza o meno> Gli resta frontale, prendendosi del tempo in cui elaborare e trovare la giusta risposta da dargli. Giocare con la sua mente è senza dubbio divertente, ma ci sono momenti in cui bisogna anche lasciare che ragioni a mente lucida. D'altro canto, non può fare molto legato com'è, figurarsi attivare il Chakra. E' bravo con la lingua, questo è evidente. <è ciò che dimostri. Nessuno ti prenderà mai sul serio con questo atteggiamento, neanche i tuoi superiori perché t'atteggi come se fossi migliore di loro.> Probabile lo è, ma non è questo il punto e non è a lui a decidere. <Ti sbagli> Aggiunge in merito al nascondere una debolezza o ad usare l'arroganza per far capire agli altri che non si ha di fronte un moccioso. <ottieni l'esatto contrario, come in questo caso. Ti vedo ancora come se fossi un bambino, un arrogante bambino del cazzo che ha avuto l'ardire di far saltare in aria qualche ponte per diletto. Nient'altro. Di fronte ad una eventualità del genere, anche l'Hokage t'avrebbe messo dietro le sbarre.> La Judai è conosciuta per il suo dannato perbenismo, quindi Boryoku non si spiega per quale ragione gli abbia concesso la "grazia" nonostante si sia esposto in questo modo. Se davvero di fronte al capo del villaggio s'è posto così facendo, dovrebbe essere stato dichiarato traditore o comunque torturato fino alla fine dei suoi giorni in una cella Anbu. <E' qui che sbagli. Avremmo iniziato ad indagare nella tua abitazione e in tutte quelle circostanti. Sicuramente, non hai nascosto bene alcuni oggetti che usi sotto il tuo pseudonimo e avremmo trovato anche quelli con facilità. Pur sentendoti parlare ed evitando di risponderti sulla base di apparenze, sei arrogante o credi che così facendo tu abbia la situazione in pugno. Ti sbagli.> Di nuovo. Il tono è stranamente serio, mentre le poggia il mento sulle braccia incrociate e resta ad ascoltare quanto segue, annuendovi man mano e cercando di trovare ulteriori risposte da dargli. <In più, Eryk Doku potrebbe essere stato tuo complice, quindi ben presto saremmo giunti alla conclusione di leggergli la mente per scagionarlo come si deve. E, in caso tu ti sia fatto vedere senza maschera da quest'ultimo o qualora lui sapesse davvero della tua doppia personalità, sta pur sicuro che ti avremmo scovato.> Gli elenca tutti i modi possibili coi quali avrebbero potuto trovare le risposte che cercavano. <Stiamo parlando di te, Hebi, non degli altri Anbu> Risponde secca, mettendo un punto a quella sua domanda. Non sono affari che lo riguardano, a voler riassumere bene la situazione. <non sviare il discorso inutilmente.> Si rivelerebbe essere soltanto una paradossale perdita di tempo, quando il tempo a disposizione è evidentemente poco. <Sei un coglione, Hebi. Ti sto ordinando di dirmi lo stesso discorso che hai fatto all'Hokage. Se sei riuscito a convincere lei, vuol dire che o è troppo stupida e s'è lasciata imbambolare da uno come te oppure il tuo piano ha davvero un senso. Mi è giunto un ordine, ma prima di eseguirlo voglio sapere. La raccolta d'informazioni è importante per la squadra.> Una delle tante regole e dogmi della corporazione d'appartenenza, appunto. <Piuttosto, ora riesco ad avere chiara la situazione circa i tuoi sigilli. Pur avendola convinta, non si fida di te.> Altrimenti perché mettergli tanti sigilli addosso, del resto? Alla sua ultima affermazione, però, fa roteare gli occhi verso l'alto per quanto non siano affatto visibili da dietro la maschera di legno che indossa dall'insolita forma d'un lupo. <Giocare in questo modo è sleale. Chi è la madre, mh? Una ragazzina come te che si è fatta infinocchiare dalle tue belle parole? Ahahahah!> Ridendosela anche, ma scrutandolo di sottecchi. La teoria che sia Mekura, data l'illusione della prima volta in cui l'ha usata come punto cardine della volontà altrui, è piuttosto concentrata. Le manca solo una conferma definitiva. [ Ambient - Riunione (1) ][ CHIUSA ]
Boryoku è chiaramente informata di tutto quello che dovrebbe fare: formare una squadra e trovargli un leader degno di tale nome. Un leader che sarebbe colui che ha di fronte. Aggiungervi i membri sembra essere difficoltoso per via della mancanza di due validi che hanno deciso di abbandonare il villaggio e, con esso, anche l'Alleanza. <Tesoro, l'arroganza devi saperla usare. Dovrò farti un corso accelerato, altrimenti non ti darà mai retta nessuno. Anzi, la maggior parte pretenderà di darti un grugno sul muso.> Si stringe nelle spalle, sottolineando e dando quasi per scontato che lei, a differenza sua, sappia usarla eccome. Beh, gli ha anche dato dimostrazione. <Perché hai scelto proprio "Al Miaeda"?> Non è una domanda necessaria, tutt'al più è incuriosita e, prima di prendere una decisione finale, cerca di saperne il più possibile. Appare anche piuttosto tranquilla dal tono usato, prestandogli ascolto nelle affermazioni successive, specialmente quando tratta della risposta più importante di tutte: il fatidico piano. <Le sto cercando entrambe. Dipende da dove penderà l'ago della bilancia: potrei venire meno all'ordine dell'Hokage e rimettermi alla sua clemenza per il ruolo che sto ricoprendo, oppure fare la brava Generale.> Si zittisce subito dopo, presa dall'interpretazione di quel piano e dall'esposizione che lui ne fa. Dare all'Alleanza un motivo per combattere affinché resti unita. Schiude le labbra, ma ancor non parla. Assimila. <Se tu attacchi Kusa in questo momento, l'Alleanza potrà dare la colpa senza dubbio ad Oto.> Questo perché la maggior parte, se non tutti, i Ninja che hanno collaborato per Oto sono provenienti da Kusa. Quindi, la coerenza di attuare un attacco simile sarebbe senza dubbio azzeccata. Sta ragionando ad alta voce per valutare la veridicità delle sue parole e il piano in sé. <Allo stesso modo, qualunque altro villaggio, al momento, qualora venisse attaccato, potrebbe dare la colpa esclusivamente ad Oto che è uscita di sua sponte dall'Alleanza con quel colpo di stato.> Lo sguardo s'abbassa per un istante, continuando a far elaborare le informazioni appena rinvenute, unendo svariati tasselli. <Qualora non ci fosse Oto come capro espiatorio, col primo colpo che andresti ad attuare potrebbero accusarsi l'uno con l'altro. Prendi il Monte dei Volti. Quando lo hai fatto saltare, avrebbero potuto pensare che provenisse da qualunque villaggio, tenendo conto sia dei cittadini ufficiali che di quelli entrati con un regolare permesso. Sarebbe potuto trattarsi dello stesso Eryk Doku, a conti fatti, tenendo conto del fatto che ha poi lasciato il villaggio per dirigersi ad Oto stando alle nostre ultime informazioni.> Gli Anbu e chi di dovere sono stati avvisati che, qualora giungano all'ingresso Eryk o Tenshi, l'Hokage debba esserne informata. E' altresì naturale che il Generale conosca simili nominativi, oltre ad averli menzionati il Senjuu che ha di fronte. <La Judai vuole nominarla come una task force degli Anbu, ma deduco tu già ne sia a conoscenza; una sottospecie di Radice, ben più segreta delle Forze Speciali. Soltanto io e lei saremo informate sui membri. Avrete una divisa differente, una maschera diversa. Resterete comunque membri degli Anbu, come te in questo caso, agli occhi degli altri.> Gli spiega celermente, mantenendo il suo solito tono apatico e freddo, a tratti distaccato come se stesse ancora pensando tra sé. <Se il tuo piano funziona, l'Alleanza non dovrebbe temere lo scioglimento e una nuova guerra Ninja tra le terre. Durante la battaglia di Kiri, l'Alleanza s'è dimostrata pressoché inutile, poiché soltanto tre villaggi hanno collaborato tra di loro; oltre Suna che, seppur in maniera minore, era comunque presente.> Continua col suo ragionamento ad alta voce. <L'importante è che i villaggi continuino a cercare assieme questo fantomatico Al Miaeda che si diverte a far esplodere i monumenti importanti dei Villaggi. Quando hai fatto esplodere il Ponte Naruto, gran parte dei ninja credevano che la colpa fosse di Konoha. Abbiamo poi scoperto, accusando Itsuki Goryo, che era soltanto una farsa. Con l'esplosione del Monte dei Volti, il villaggio ha una copertura non indifferente. Non si hanno prove che sia stato fatto di proposito per depistare o per credere che sia tutto controllato.> Sul serio, sta ragionando come si deve pur di esporsi in maniera netta con tutte le informazioni del caso. <E' un buon piano, probabilmente con delle falle future che dovremo rivedere di volta in volta in base all'evolversi degli eventi.> Però, non lo sta disdegnando del tutto e sembra essere consenziente a sua volta. Magari non andrà contro le direttive dell'Hokage. <Oh! Quindi, ti piacciono le milf!> ...Siamo ben oltre la confidenza. Ma è Boryoku, no? <A me fa impazzire che tu non sia affascinante> Solleva la mandritta, osservandosi le unghie distrattamente. <dimostri d'avere ingegno, non lo nego, ma dov'è lo charme da cattivo ragazzo?> Ora è lei a stuzzicare lui, cambiando totalmente atteggiamento nei suoi riguardi. <Pensa, così legato e immobile, saresti il partner ideale con cui divertirmi per una notte. Peccato che tu sia altezzoso, arrogante e irriverente, Al Miaeda.> Saneatsu è ancora al primo posto, per fortuna. Tornerà facilmente tra le sue braccia. [ Ambient - Riunione (1) ][ CHIUSA ]
Le basi del dialogo e della ragione sono state gettate, assieme alle giuste analisi del caso con tanto di risposte e verdetti finali. Non resta da far altro che chiudere questa discussione, questa riunione e tornare alla vita di sempre con qualche consapevolezza in più. <Non è una decisione che possiamo prendere io e te da soli. Quindi, ci aggiorneremo di volta in volta.> Va bene avergli dato in mano una squadra che possa lavorare e cercare di mantenere unita l'Alleanza, ma allo stesso tempo bisogna anche considerare che non decide tutto da solo, come pattuito. Di base, sopra di sé ha soltanto il Generale Boryoku che riceve ordini dall'Hokage in persona. E' un patto che si può tollerare senza alcun problema di mezzo. <In questo caso, devi riuscire a farti ascoltare dai tuoi subordinati. Il mio modo di lavorare con voi è strutturato su una scala gerarchica, per tale ragione bisogna avere un Generale che sappia farsi rispettare e che tutti devono idolatrare.> Non ne parla per vantarsi, ma perché è dimostrato ed è un dato di fatto che anche lui potrà confermare senza problemi. <Se vuoi, invece, strutturare la tua squadra su un regime egualitario, dovrai fare in modo che il rispetto sia alla base della squadra stessa. Metti da parte l'arroganza e non porti come se fossi migliore di loro, in parole povere non comportarti come hai fatto oggi con la sottoscritta.> Cerca di dargli qualche dritta, avendo decisamente più esperienza di lui in questo campo. <Per questa ragione, dovremo trovare dei membri che siano coerenti con il tuo obiettivo. Tua sorella sarebbe stata perfetta dal punto di vista della fiducia, ma sappiamo entrambi bene come sia finita.> Tutte informazioni che, ovviamente, ha ricevuto dalla Judai in persona; informazioni che non potevano essere tenute nascoste, non al Generale in carica. <Scagionarti potrebbe essere difficoltoso e, qualora tu venissi colto in flagrante, magari da parte di qualche altro villaggio che non sia Konoha o Kusa> Gli unici veramente informati, con la piccola partecipazione di Kiri e della Mizukage controllata da Yukio stesso. <potrebbe volerci del tempo e potrebbe anche risultare difficoltoso. Quindi, sarà scontato dirlo, ma evitiamo a priori che tu ti faccia prendere con le mani nel sacco. Hai ideato un piano che ha delle falle, delle falle che però possono essere colmate con le persone giuste al tuo fianco.> Elabora ancora, mantenendo un tono pressoché pacato, ma altrettanto austero. <Non ci resta che metterci all'opera. Fammi recapitare al volo il nuovo nickname nella task force. Io mi premunirò di farti ricevere la divisa e la maschera.> A meno che non abbia delle scelte particolari da fare. La richiesta del nome non presuppone una risposta ovvia. Che voglia tenere Al Miaeda come nick ufficiale? Ciò comporterebbe che non possa diventare un membro della radice ufficialmente o di una task force degli Anbu qualora vengano a chiedere. C'è da lavorarci parecchio, ma quantomeno hanno in tasca delle solide basi dalle quali partire. E lui, per di più, ha le chiappe parate da più Kage e un Generale Anbu che, attualmente, possiede le truppe di tre villaggi sotto di sé. Mica male come punto di partenza! <La concorrenza mi piace riceverla da chi sa tenermi testa e da chi è affascinante. Tu hai ceduto subito appena ti ho ordinato di parlare! In più, non hai mai provato a liberarti davvero.> Poteva spezzarsi i pollici per togliersi le manette, andiamo. Da lì, sarebbe stata una discesa facilissima per rimuovere le corde che ha attorno al corpo. <Scoprilo.> Sfila una chiave, probabilmente delle manette, da una tasca del pantalone indossato che poggia a terra nei pressi delle sue cosce. <Buona serata, Al Miaeda.> E lo lascia lì, tranquilla, infame come al solito. In fondo, per quel che vuole fare e per risultare più affascinante, gli sta dando una mano non da poco: deve solo apprendere. [ END ]